Sinestesie - Rivista di studi sulle letterature e le arti europee - Aprile 2012 Anno XI
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SCRITTI DI POESIA
Ladislav Fanta – 1 poesia (cura e traduzione di Antonio Parente)


Try to remember
(In memoria di Jiří Havlíček)

(...)
com'è davvero l'attimo
in cui si passa ad altri pensieri?
l'ingiallimento del bianco degli occhi del fungo erubescente

Ci si sedeva negli angoli polverosi delle taverne
(è ancora possibile scorgerne l'acquoso contorno verde scuro)
magari durante una piacevole domenica autunnale con le foglie ingiallite e il cielo azzurro
nel sottoscala la corrente giocava con la porta di casa mal chiusa
nell'arido deserto di fessure e crepe
lentamente si zittiva il ronzio metallico
nei raggi ultravioletti dell'energia solare ogni volta ti accoglieva l'oste Voska
anche con la corona di boccali spillati
come vibrazione appena percettibile del flusso d'aria
gli inizi di incendio nelle pattumiere del palazzo comunale ad affitto modico
la scarica di adrenalina nel sangue
ci si sedeva sotto un sottile e scintillante strato di polvere
le particelle corpuscolari che spiovevano dall'abbaino ci investivano caldamente
col respiro di vecchie macchie stirate via
il tempo dei vecchi tappi di sughero
si trattava di fumo non ispirato
(come quando si esce sulla radura illuminata dal sole)
nel mucchio di pietre gettate sotto la finestra
dove i ciclisti raspano i loro cerchioni arrugginiti
di rado parlava normalmente il più delle volte sbocconcellando come se
solo in quel momento concludesse il suo pensiero e cercasse di chiarire più a se stesso
che al suo interlocutore ciò che occupa tutto il suo tempo
come a voler allontanare qualcosa senza senso inutile qualcosa che non c'entra
la vernice violacea sulle pareti dell'entrata
ed era sempre così

Il dinner al rum di Honza V.
Toník Mangéra che leccava i sacchi da box
fatti di sacchetti
di sale
mete esotiche:
Tankiš
Pálava
e con l'inizio della stagione del riscaldamento
la fine dei momenti di gioia
la vita è composta di opposti altrimenti non sarebbe
come lo strobilo intatto delle suture craniche
nella sala il calore del riscaldamento centralizzato col termostato
la vaccinazione antitubercolare 1 o 2 volte
i "reps" di Šternberk
riempiti di ossigeno
volenti o nolenti assumono la funzione simbolica del piccolo allevamento
di votanti del partito di destra
destinati ad una carriera in parte coperta in parte oltre
il tetto di casa
le bombole di nuvole di propano-butano

Ti vedo col ramoscello di maggio in mano che passi per la piazza superiore
lo scorso anno vidi le tue opere nel catalogo della ditta Magnet-Camif SPA
allora uno scoppio nella memoria
(quella un pochino consumata e coperta di terriccio)
proprio sotto gli alberi sulle foglie cadute
tenere sempre a disposizione una riserva di almeno due o tre soluzioni finali
in qualche momento ingarbugliato
lavare la faccia con sverniciatori di smalti invecchiati
tirar fuori dalla manica in compagnia di amici delle storielle e sul doppio foglio del giornale
discutere su come eliminare la disoccupazione così come di Hegel seguire le relazioni nelle aziende apicultrici
determinare non so per quante volte ancora dove siamo diretti
saper dislocare la creazione della Terra ancora più in là nel passato prima che il mondo si rovesci dalla curva destrorsa
se si vuole col tempo abbassarsi e carezzare la sabbia lacustre finemente stratificata
nelle creme lenitive e protettive
e attraversare con lo sguardo la boscaglia bassa della rigogliosa vegetazione su entrambi i lati
delle marce tavole tarlate
le ultime assolate ma già tristi giornate dell'estate di S. Martino
che per un attimo scompare per poi subito riemergere
e perciò non resta che aspettare
queste linee visibili come la schiuma omogenea come lunghe coperture dense di elevata stabilità oppure come strisce interrotte che scompaiono veloci
che si formano non lontano nel vapore di bicchieri con bevande calde
il freddo inizia a irrigidirsi
la cenere si ingrigisce e si polverizza in zollette che poi si sbriciolano
per alcune di queste cose non si può tornare indietro e io lo so bene
in principio questo bosco non aveva fine solo un santuario aperto e arioso
su terreni di lieve calcare
soltanto graffiare la superficie sotto la quale intendiamo penetrare
giravamo per il nascondiglio dietro gli scuri vetri a tenuta stagna dei vuoti a rendere
Oli K. in bocca la sigaretta che dondola noncurante
il respiro degli atleti sottoforma di velo d'acqua
si precipita lungo le calde pareti di questa preistoria
il flusso di segnali intermittenti tra le ere glaciali ricorda ancora quelli che ci raggiungevano a nuoto
nelle rimesse abbandonate
il twist di Popokatépetl delle conoscenze più basilari conservate nei codici genetici
il corpo fusiforme di Tonda Ájlavjù che si arrangiava nei saltuari periodi morti con i ballottini
con l'antigelo
dietro le pareti del bianco accecante della vernice nitro
il buio dal quale spuntano corpi variamente contorti e ritorti
le labbra violacee che scaricano nastrini stretti di veleni azzurri
le lunghe ore serali si trasformavano in deserti fruscianti in polvere
Míla Kučerák con i suoi indimenticabili Allora, eh?
Any evening, any day...
lo sgorgare di bolle d'aria ad ogni passaggio degli aerei supersonici
Malakov - la torta di biscotti farciti alla crema
allora d'estate bevemmo insieme una bottiglia di vino e la sera stessa da te esalano
descredenda di rammarico per il tuo ultimo bicchiere svuotato
come nei "Cavalieri della Tavola rotonda" di Cocteau
nel brindisi in bicchierini con scene di caccia dipinte l'hallalì
leggermente acido sufficientemente umido diffuso orizzontalmente nella corrente gelata
le lunghe ore serali che si trasformavano
in buchi tonchiosi con i loro viticci vegetativi e graticci divisori
dei bei vecchi tempi dei riflessi bagnati

Tutti oramai commerciano in tessuti svizzeri di seconda mano
in fusti speciali mescolati a palline di naftalina
a ritmo sostenuto fa ritorno il primo tocco del metallo freddo
altre volte apri la portiera della macchina
ti togli l'uniforme la getti sulla bastionata
tutto è mimetizzato dai seni acuminati dei cespugli
una grande crosta tutto ciò che non è possibile scansare né dimenticare
qualcosa che comprenderai in una frazione di secondo
e il seguito continua a rimanere sconosciuto
è durato a lungo la muffa rodeva adagio la temperatura corporea
i Lebensborn manageriali nei locali di uffici di granito lucidato
descredenda di rammarico
la vaga consapevolezza dell'infiammabilità del legno dal quale aleggia un fumo
leggermente tiepido
piuttosto che lasciarla per principio senza risposta
taglio
Il Mahatma Gandhi lentamente si dilegua per via Sokolská
Toni - Musica - Buddha
e la gelatina per alimenti che non si rafferma altrimenti, se lo facesse,
tutto il lavoro precedente andrebbe a farsi friggere
fuori continua a piovere
potrei raccontare a lungo di queste cose ma finirei solo per ripetermi
fin dall'inizio ho la sensazione che sia un "testo - verità" o che almeno
con notevole successo cerca di farlo credere
sì qualcosa del genere è dovuta realmente accadere
quelli di domani difficilmente si lasceranno scappare qualcosa
nemmeno se adesso ad un tratto si alza e dice che è tutto un nonsense che non è affatto
morto e non morirà che ha fatto soltanto uno scherzo stupido perché voleva verificare
come si parlerà di lui dopo la sua dipartita
non può mica fermarsi dopo un inizio così ben riuscito, scemi
i fluidi contorni di poltrone pronte a gettare le impronte di altri sederi
come Robert Graves nei Miti greci
una formidabile opportunità di scorgere un'ultima volta il cielo
(...)

(brano, 1996, 2001)

Ladislav Fanta (1966) è poeta e saggista. Le sue poesie sono state pubblicate sulle riviste letterarie ceche Analogon, Host e Tvar. È autore anche dell'introduzione al volume italiano del poeta ceco Milan Nápravník Il nido del buio (Mimesis-Hebenon 2009). Ha preso parte alle attività del “Gruppo surrealista di Šternberk” ed è stato, per un breve periodo, redattore capo del più antico samizdat ceco, Doutník (Sigaro).





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