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Maria Proja de Santis, Le acqueforti di Giovanni Fattori esposte a Lugano


Maria Proja de Santis
Dalla Valfurva con amore

Marina Zacchi: dipinti e disegni (1978-2003) al Centro Polifunzionale di Santa Caterina Valfurva.
In Alta Valtellina, nel paradiso delle nevi della Valfurva, a S. Caterina, nel periodo pasquale è stata organizzata dalla locale A. P. T., azienda di promozione turistica, con il patrocinio del Comune di Valfurva, un'interessante mostra di pittura, dimostrazione che ancora una volta un piccolo centro può farsi promotore di arte e cultura se gli organizzatori sono sensibili al problema e, non limitandosi a una scontata operazione turistica, si impegnano a offrire stimoli a valligiani e villeggianti.
L'allestimento della mostra di oltre quaranta opere, tra dipinti e disegni, di Marina Zacchi, è stato curato da Design and Events, mentre i testi di presentazione e il catalogo completo è stato curato con grande professionalità e competenza da Chiara Galli, entusiasta e instancabile innamorata del bello, e convinta sostenitrice della necessità di comunicarlo.
Grande è stato il concorso di un pubblico attento e motivato nei confronti di questo evento artistico dove varie sono le tecniche presentate e ricche le tematiche che hanno ispirato la pittrice: la Zacchi, nell'arco della sua ancor giovane vita, ha sempre accompagnato rigorosi studi scientifici alla passione per le arti, cui si è dedicata con altrettanta serietà.

Nella sua avventura sul filo della ricerca formale ed espressiva ecco il monocromo delle deliziose e un po' logore, scarpine da punta con cui ragazzina ha disegnato nell'aria, prima di dedicarsi sistematicamente alla pittura con matite e pennelli. Non è forse il danzare, come afferma Paul Valéry, "disegnare nello spazio con il proprio corpo"?




La formazione dell' artista si andava intanto consolidando e dalle iniziali propensioni paesaggistiche, di segantiniana memoria, suscitate in lei dalle vedute della Val Vigezzo, la "valle dei pittori", e realizzate en plei air, è ancora l'amore per la natura in tutte le sue espressioni che la ispirerà nell'interpretare fiori dalle più svariate cromie e animali amati, cani, come il suo Artù, e cavalli.




L'attenta meditazione formale sulla natura e sulla strutturazione spaziale può essere ben esemplificata dalla testa di cavallo, Ricordo di Lunigiana, 2003, olio su tavola, che si propone come insieme di piani geometrici irregolari e di giochi coloristici a zone.








Mentre i disegni a sanguigna sono eseguiti sulle tracce di Leonardo, trionfa da protagonista il colore nell'esplosione dei fiori più svariati colore che ha valenza fisica e simbolica dai gialli solari ai viola meditativi dell'ireos, come in Iris, 1979, olio su tavola. Rigorose riflessioni sui problemi della percezione e dell'espressione si rivelano nelle opere più recenti, quasi l'artista partisse da una tabula rasa rispetto al passato.







Forme più libere e originali, pur nel rigore della struttura e dell'intuizione artistica, che si allontanano dal realismo poetico delle opere precedenti espresso nei fiori, nei paesaggi, nelle nature morte, rivelando un rinnovato élan vital, come nel Nudo di donna 1996, acrilico su tela, di grande impatto emozionale.









Gli azzurri, i blu, un lunare bianco-ghiaccio, propri di sogni e visioni, rivelano tutta la forza del colore-simbolo attraverso l'alternanza delle fasce cromatiche orizzontali, rigorosamente strutturate nell'emblematico Dedicato a mio padre, 2002, olio su tela. Il grande filosofo Heidegger definì l'azzurro "colore dell'assoluto": in questo piccolo, ma grande quadro ritroviamo proprio il segno di una dimensione altra, di spazi lontani, di cieli e di acque che trascendono il finito del reale in un'utopica fusione di passato: il ricordo, di presente: la realtà del lago, e di un futuro, dove forse si rivivranno gli incontri, che furono terreni, delle persone più amate.

Nella varietà di tecniche e temi, in ogni opera di Marina Zacchi, si rivela una grande sensibilità e armonia tra il mondo interiore della pittrice e la natura, un senso di pace che rende, oltre che interessante, molto gradevole la mostra inauguratasi il 10 aprile, quando sulle montagne della Valfurva, dopo la lunga stagione delle nevi, sta per esplodere la primavera che il tripudio di fiori dipinti dalla Zacchi ha preannunciato.




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