Pasolini diceva con intenzionale e provocatoria semplificazione: “Il cinema è la realtà”. Probabilmente il rapporto tra il cinema, presunto medium oggettivo, e la realtà (sociale) è più complesso e meno diretto. In questo libro, che raccoglie i materiali di seminari tenuti alle cattedre di Sociologia Generale e dell’Educazione dell’Università di Salerno, vengono sinteticamente delineate alcune questioni teoriche relative alla sociologia del cinema e/o del film (come il cinema è influenzato dalla società di cui è espressione; come rappresenta quella stessa realtà; come contribuisce eventualmente a cambiare la realtà o, almeno, il modo di vederla).
Poi, attraverso l’analisi diretta di alcuni testi filmici, si affrontano specifiche questioni: cinema e produzione (con il riferimento a Il gabinetto del dottor Caligari di Wiene); il pubblico del cinema (La bella brigata di Duvivier); il cinema come fonte storica (La battaglia di Allegri di Pontecorvo). Infine, data la centralità del nesso cinema-realtà, si prendono in esame alcune pellicole della stagione neorealistica: il suo (per alcuni) capostipite, Ossessione di Visconti, realizzato nel pieno del secondo conflitto mondiale, e due film di un regista ‘minore’, il napoletano Silvio Siano, Lo sgarro e La donnaccia, che, nella prima metà degli anni Sessanta, chiudono tale stagione e (il secondo nella fattispecie) aprono alla commedia all’italiana, che è un altro tentativo di rappresentare, in toni grotteschi, la nostra società.