Cinema
a cura di Matilde Tortora
PARENTI DI CINEMA


PARENTI DI CINEMA

Quando Heinrich Mann, fratello di Thomas Mann, scrisse nel 1905 Professor Unrat. Das Ende eines Tyrannen (Il professore Immondizia. Fine di un tiranno) che lo rese famoso, non poteva immaginare che avrebbe ispirato un film altrettanto famoso. Infatti il regista Josef von Sternberg decise, nel 1929, di adattare il breve romanzo manniano sul grande schermo, dando vita uno dei primi film sonori in Germania, ovviamente il film in questione è Der Blaue Engel (L'angelo Azzurro). In tale occasione, Sternberg non solo fu uno dei primi registi ad ottenere ottimi risultati dal sonoro, in quanto molti registi erano preoccupati a usare questa nuova innovazione tecnica, ma portò alla fama mondiale e così alla consacrazione di diva l'attrice Marlene Dietrich, che fino ad allora, nonostante avesse recitato in alcuni film, era rimasta ancora misconosciuta. Heinrich Mann assistette alle riprese del film e raccontò la sua esperienza e la genesi del suo romanzo in Der blaue Engel wird mir vorgeführt ( Mi fu proiettato l'Angelo Azzurro ) tratto da Das öffentliche Leben (La vita pubblica) pubblicato nel 1932. Secondo Mann lo scrittore mette in scena un mondo fatto "a parole" e questo mondo "tuttavia diventa visibile". Il lavoro dello scrittore "è quello di un regista soprattutto indipendente e ingegnoso. Scrivere un romanzo, da questo punto di vista, vuol dire condurre la regia". Sembra che il romanzo appaia in un certo qual modo superiore ad un film e Mann continua a dire: "Il film non è un romanzo, la sua trama non può svolgersi così precisa come in quest'ultimo, tanto le strade quanto le vite degli uomini chiedono altre prospettive". Durante le riprese del film egli rimase affascinato dall'attore Emil Jannings, che interpretò la parte del professore Unrat. La figura di questo attore colpì molto lo scrittore tedesco in quanto seppe cogliere dal romanzo la parte più intima del protagonista. Nel film, almeno nell'ultima parte, Jannings riscatta l'umanità di Unrat, mentre l'intento di Mann era di mostrare la sporcizia morale di un mostruoso professore, che tratta i suoi studenti come nemici mortali. Il romanziere tedesco ammirò la ricostruzione dell'ambiente e dell'atmosfera di cui Sternberg era maestro. Quest'ultimo creò il cabaret "Angelo Azzurro" proprio come se lo avesse immaginato Mann, con un vicolo, "pieno di odori di catrame, birra e cipria", che costeggiava l'edificio e sboccava nella città portuale. Mann assistette con entusiasmo alle riprese tanto che confessa "ebbi per il lavoro degli attori il sentimento di parentela".

Il film è fedele alla storia del romanzo sino alla richiesta di matrimonio da parte del professore alla cabarettista, dopodiché esso sembra seguire una propria storia. Nonostante le inevitabili differenze tra film e romanzo, in entrambi i casi il professore Unrat affronta sempre ed inesorabilmente lo stesso triste e sfortunato destino. La prima dell'Angelo Azzurro ebbe luogo la sera del primo Aprile 1930 nel Gloria Palast a Berlino. Mann non poté assistere alla prima, però il produttore Erich Pommer portò il film a Nizza, dove lo scrittore soggiornava. Qui, "in un grande cinema vuoto nei pressi di una spiaggia", Mann vide il film. Durante la sua visione egli comprese di aver creato la storia di un uomo che segue "una pericolosa fortuna" e il suo libro aveva già appassionato "numerose generazioni di lettori". La figura del professor Unrat apparteneva già al patrimonio culturale della gente. Osservando sul grande schermo "l'ammirabile sorriso di Jannings [...], che lotta e brilla da un volto sfortunato", Mann fu consapevole dell'intramontabile successo del suo personaggio: in avvenire molte saranno le generazioni che vedranno "il brivido di un destino vissuto completamente sino in fondo" e di cui si commuoveranno. In entrambi i casi, sia nel film che nel romanzo, viene esplorato l'animo umano. Ed è proprio qui, che si coglie il grado di parentela tra queste due grandi forme artistiche: esse narrano sempre storie di uomini, i loro sentimenti, le loro emozioni, le loro passioni e il mondo in cui loro vivono.

Cinzia Vaccaro



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