Cinema
a cura di Matilde Tortora
ALLA RICERCA DI UN SOGNO DI "CARTONE"


Una domenica mattina di qualche anno fa, mi trovai per caso a girovagare tra le mille cianfrusaglie di un mercatino dell'usato.
Vecchi dischi in vinile, giornali e fumetti d'epoca, splendidi grammofoni. Ma un oggetto più degli altri attirò la mia attenzione: si trattava di una vecchia pellicola in formato Super 8 (ormai abbandonato); ma, cosa ancor più eclatante, la pellicola in questione era "Steamboat Willie", primo film sonoro con protagonista il celeberrimo Mickey Mouse, realizzato da Walt Disney nel 1928.
Ho sempre avuto una grande passione per il cinema d'animazione, in particolare per i cartoni animati d'altri tempi, magari in bianco e nero, o per miti e classici Disney e non, quali "Cenerentola", "Lilli e il vagabondo", "I viaggi di Gulliver".
Di li a qualche giorno la tv trasmetteva uno speciale sul formato Super 8, che catturò immediatamente la mia attenzione, già dal titolo, che orgoglioso recitava: "Il Super 8 non è morto, tiene duro!".
Tutto ciò mi spinse dunque a condurre una ricerca, sia sul cinema d'animazione d'altri tempi, sia sul tentativo di rivalutazione della pellicola in Super 8.
E il risultato è stata una voluminosa tesi di laurea, peraltro seguita e coordinata dalla Prof.ssa Matilde Tortora, docente di Storia e Critica del Cinema presso l'Università della Calabria, dal titolo: "Storia del cinema d'animazione: dalla lanterna magica al Super 8".
La ricerca si struttura su quattro percorsi:

  • Le origini del cinema d'animazione, le ombre cinesi e le lanterne magiche, i primi fumetti, la tecnica dello Stop Motion, i pionieri (Reynaud, Blackton, Méliès, McCay, Cohl, Sullivan...);
  • Il cinema d'animazione in America, e quindi il mito Disney, un omaggio al grande Mickey Mouse e l'importanza per i cartoons dell'introduzione del sonoro;
  • La storia delle cineprese, i vari tipi di pellicola cinematografica (con largo spazio al formato Super 8), le edizioni di Walt Disney Cinecasa, quindi l'importanza della fruizione domestica (anche in versione pirata!);
  • Una panoramica sulle più famose Case di Produzione e Distribuzione (MGM, FOX, UNIVERSAL, PARAMOUNT, ecc.) e sull'enorme successo ottenuto dal lungometraggio d'animazione, primo tra tutti "Biancaneve e i sette nani" del 1937, sfornato da Casa Disney. Inoltre, un avvincente viaggio verso la produzione di cartoni animati nel resto del mondo (e quindi in Italia con Bruno Bozzetto e Toni Pagot, Germania, Nord Europa, Unione Sovietica, Giappone, ecc.).

Il lavoro si conclude con una serie di aneddoti e curiosità sul fantastico mondo di sogno dei cartoni animati, sul backstage che ha portato alla realizzazione degli stessi.
Questo percorso non è stato di certo facile o privo di ostacoli, ma il mio desiderio di dar voce a vecchie pellicole relegate nelle cantine della memoria, oltre che delle abitazioni, può dirsi realizzato. Topi, paperi e porcellini che da sempre hanno fatto sognare generazioni di bambini (ma anche di adulti), hanno ripreso vita tra le pagine di questo "repechage" di film animati. E forse, si può invitare il lettore a riflettere sul fatto che se è vero che l'avvento del digitale, del VHS, della Computer Graphics, costituiscono una straordinaria innovazione tecnologica e apportano all'immagine un alto contenuto di effetti speciali, è pur vero che la vecchia pellicola, specialmente quella in Super 8, ci regala la poetica dell'hic et nunc, ormai sepolta.
In nome di un sogno che continua ad essere vissuto anche quando è finito. Come direbbe il grande Walt: "Se puoi sognarlo, puoi farlo!". Ed io sono d'accordo.

Danila Tropea



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