Letteratura
ARRIVEDERCI PICCOLE DONNE


ARRIVEDERCI PICCOLE DONNE
di Marcela Serrano


Nel cuore e nella memoria degli uomini rimane impressa per sempre l’immagine del luogo dell’infanzia, un luogo protetto e felice. Nell’infanzia sono lontani i trambusti dell’esistenza, sono assenti la consapevolezza e la conoscenza del dolore, della delusione, della violenza, dell’egoismo, delle ingiustizie, delle malattie e delle guerre che nell’età adulta ogni essere umano incontra e conosce. L’infanzia e i luoghi ad essa associati, rappresentano uno spazio e un tempo mitici, governati dai sogni e dalla fantasia. Tutti ricordiamo con amorevole nostalgia quei luoghi e quel tempo, conserviamo l’immagine di quel paradiso perduto, come simbolo d'appartenenza. All’infanzia si ritorna e si fa riferimento nei momenti di solitudine e di dolore. Il luogo dell’infanzia delle cugine Nieves, Ada, Lola, Luz e di Oliviero Martinez è il Pueblo, località di campagna cilena, dove vi è un autentico possedimento di famiglia, fondato da un loro avo Josè Joaquin. Nieves, Lola, Luz, Ada e Oliviero trascorrono le vacanze estive dell’infanzia al Pueblo. Sono anni felici, lontani dagli sconvolgimenti politici cileni, che avrebbero cambiato il paese e i loro destini.

Sono questi i protagonisti di Arrivederci Piccole donne, l’ultimo romanzo della scrittrice cilena Marcela Serrano, remake del romanzo della Alcott. Oliviero, fratello di Luz per via materna è il corrispettivo di Laurie, il vicino della porta accanto. Oliviero è un ragazzo affidabile e protettivo, vive a New York e fa l’avvocato, poiché, come molti giovani della sua generazione è vittima della dittatura militare di Pinochet, che lo ha costretto all’esilio. Oliviero ritorna in Cile molti anni dopo, qui sposa Lola dopo aver divorziato dalla moglie americana. Nieves è Meg, la maggiore delle sorelle nel romanzo della Alcott, Ada è Jo, la scrittrice, Lola è Emy, la vanitosa e Luz è Beth, sensibile e cagionevole di salute che muore giovane. Il romanzo è un viaggio emozionante dall’adolescenza fino alla profonda consapevolezza della maturità di quattro donne, molto diverse tra loro per carattere e di conseguenza per il loro percorso esistenziale. Nieves vive a Santiago del Cile, come Meg è una sognatrice e una romantica ad oltranza, innamorata dell’amore, si sposa molto giovane e conduce tra piccole e grandi frustrazioni una tranquilla vita di famiglia con  quattro figli e un marito. Sogna il momento in cui si potrà dedicare a se stessa e alle sue inclinazioni.

Nieves è la donna che si dedica al ruolo di madre e di moglie senza avere mai provato l’esperienza di un percorso come singolo individuo. Lola, come Amy è la bella del gruppo, grazie alla sua bellezza avrà sempre la coscienza della vittoria. E’ una brillante donna in carriera e sposerà in seconde nozze Oliviero, l’eterno amore di Ada, ma di cui Lola fin da bambina era segretamente innamorata. Lola è la donna pratica, sicura di se, coraggiosa, che non teme le conseguenze delle sue scelte. Pronta a mettersi in discussione e a cambiare direzione, non teme le sconfitte. Abbandona la pittura, la sua passione, a causa dei problemi economici in cui versa la sua famiglia e si dedica agli studi d'economia, diventando un’abile donna d’affari. Lascia il marito, nel momento in cui si rende conto che il loro rapporto è insoddisfacente, e lei non è più felice. Dopo una breve relazione con un collega, Lola sposa Oliviero, riuscendo a realizzare il suo sogno d’amore, accarezzato e vagheggiato fin dall’infanzia. Luz come Beth, è una creatura molto buona e ipersensibile, fin da bambina ha una salute cagionevole, sceglie di dedicare la sua vita al prossimo e lavora con Medici senza frontiere, nei paesi più poveri, devastati dalla guerra e dalle malattie. Luz davanti alla miseria e alle ingiustizie del mondo, non riesce a rimanere indifferente e a crearsi un suo progetto personale di vita. Decide che la sua vita sono gli altri, coloro i quali soffrono la guerra,la fame, la malattia e muoiono soli e abbandonati nell’indifferenza del mondo. Luz muore per una malattia infettiva, da sola, in Uganda, lontana dai suoi affetti, ma i suoi ultimi pensieri volano al Pueblo e alle sue cugine. Ada come Jo, è l’intellettuale in conflitto.

La vita di Ada, è un continuo viaggiare alla ricerca di se stessa e del grande amore. Ada non riesce a trovare la stabilità sentimentale, perché innamorata da sempre di Oliviero, il suo eterno amore, ma anche la sua eterna delusione d’amore. Ada e Oliviero nell’adolescenza vivono un breve flirt. Oliviero elabora immediatamente l’impossibilità del loro amore, al contrario per Ada Oliviero rappresenterà sempre l’amore. Ada riesce ad abbandonare l’idea d’amore legata ad Oliviero solo nel momento in cui quest’ultimo sposa Lola. Ada decide a questo punto di accantonare per sempre il suo sogno, divenuto oramai impossibile da realizzare, scrivendo un romanzo sul Pueblo e sulla vita di Nieves, di Lola, di Luz , di Oliviero e di se stessa. Supera il sogno d’amore che l’ha tormentata per tutta la vita con la scrittura. Solo la scrittura, infatti, riesce a liberare Ada dal suo tormento. Gli anni, la distanza spaziale, i rapporti con altri uomini non erano riusciti a far morire la speranza d’amore di Ada nei confronti di Oliviero. Ada lascia il Cile nel 1973 a causa della persecuzione del regime dittatoriale di Pinochet . Si trasferisce a Londra e qui vivrà il suo esilio lontana dal suo paese, immersa nel mondo in fermento delle contestazioni giovanili dell’Europa degli anni settanta.

Ada rappresenta il dramma dell’essere profugo politico, tragica avventura che un’intera generazione di giovani intellettuali cileni degli anni 70 ha conosciuto: ritrovarsi in un posto lontano, avendo per unico capitale la lingua e la fantasia del paese perduto. In Cile nei cento giorni che seguono il golpe 11 settembre 1973, vengono fucilate migliaia di  persone, ci sono esecuzioni di massa in caserme e nei posti militari attorno alla città, vengono fatti sparire i corpi. Nel romanzo sono continui i riferimenti storici: il mondo degli anni 70 del Cile in mano alla dittatura militare di Pinochet; l’Europa pervasa dall’aria di libertà, prodotta dalle contestazioni giovanili degli anni 70; il mondo yuppie americano degli anni 80 e 90, dove Oliviero vive; le tragedie causate dalle guerre civili a carattere etnico dell’Africa iniziate negli anni 80 in seguito al lento processo di decolonizzazione del continente. Si arriva infine allo sgomento prodotto dal crollo delle Torri Gemelle. 

Ada, che vive nel Sud della Francia, alla notizia dell’attentato a New York, ritorna con la mente al suo dramma e a quello del suo paese in quel tragico 11 settembre 1973, che ha influenzato il corso degli eventi della sua vita. Le quattro donne vivono esperienze diverse e parallele, ma c’è un filo conduttore che le unisce ed è il profondo legame creato al Pueblo, negli anni lontani dell’infanzia. Lì ritorneranno dopo tanti anni Nieves, Lola e Ada a causa del funerale di una vecchia domestica di famiglia. Luz è già morta molti anni prima. Le ferite, le gioie, i sogni dell’infanzia al Pueblo per le tre donne sono ancora vivi, ma tutto intorno a loro è cambiato, è diverso. Sono molti gli anni che le separano dalla loro infanzia al Pueblo, sono oramai tre donne mature, vissute. Il libro finisce con un fuoco liberatore, a simboleggiare che i conflitti, l’odio e le incomprensioni del passato sono superati. Le tre donne, di nuovo insieme dopo molti anni, ritrovano l’antica complicità. Il tempo, il trascorrere degli anni permette loro un’elaborazione degli eventi che le aiuterà a ritrovare una nuova serenità.

Maria Franzè




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