IL COMPLOTTO CONTRO L’AMERICA DI PHILIP ROTH di Maria Franzè
Nel Philip Roth, scrittore americano, testimone della minoranza ebraica, ha spesso parlato nei suoi libri (“PASTORALE AMERICANA” e “
LA MACCHIA UMANA
”) della tensione e discriminazione razziale legata alla sua appartenenza etnica. Gli Stati Uniti sono un grande paese, un mosaico di etnie, ma esso non è immune dalle tensioni razziali a volte visibili e altre volte latenti. Nel suo ultimo e profondo romanzo scrive che quando era bambino: “In America c’erano più di trenta milioni di famiglie cristiane e solo un milione di famiglie ebraiche”. Una simile disparità può portare alla persecuzione e all’annientamento come succede nell’Europa nazifascista?Il libro si sviluppa tra fantastoria e autobiografia. Philip Roth ritorna alla sua infanzia nei quartieri ebraici di Newark, immaginando che nel 1940 gli americani anziché rieleggere al terzo mandato F. D. Roosevelt scelgono A. Lindbergh (1902- 1974), eroe solitario della trasvolata sull’Atlantico e del dramma nazionale del rapimento del figlioletto (1932), ammiratore della Germania nazista, fervido antisemita, fautore dell’isolazionismo nella seconda guerra mondiale.
Gli Stati Uniti smettono di appoggiare gli inglesi e i francesi contro le potenze dell’Asse, facendo precipitare l’America nell’incubo del terrore nazifascista. Secondo Lindbergh tre gruppi volevano trascinare l’America in guerra: il governo di Roosevelt, gli inglesi e gli ebrei. In realtà i repubblicani pensarono a Lindbergh come candidato da opporre a Roosevelt, di conseguenza la storia alternativa descritta da Philip Roth nel suo romanzo non è impensabile. Gli eventi alternativi che potevano succedere con la vittoria di lindbergh sono descritti con dovizia di particolari, ma di pura fantasia. I tanti personaggi citati nel libro sono personaggi storici realmente esistiti da Roosevelt (il presidente degli Stati Uniti eletto per tre mandati) a Walter Winchell, cronista famoso del “New York Evening Graphic”. Da Fiorello H.
La Guardia
, rappresentante repubblicano del collegio italiano ed ebraico d'East Harlem, eletto per cinque mandati al Congresso a Henry Ford, il famoso industriale dell’automobile. Naturalmente Lindbergh, eletto presidente, firma subito un patto di non aggressione con Hitler e iniziano dei programmi velati di pulizia etnica, trasferendo ad ovest le famiglie ebraiche (PIANO HOMESTEAD 42), guidato in segreto da Himmler, capo della Gestapo, la polizia nazista. A questo punto molti i disordini e gli attentati antisemiti nei confronti della popolazione ebraica americana.
La situazione trova una via d’uscita nel momento in cui Lindberg scompare misteriosamente e sono indette nuove elezioni, che portano alla vittoria di Roosevelt. Gli Stati Uniti entrano in guerra a fianco di Gran Bretagna e Francia contro l’Asse nazifascista. Gli Stati Uniti affrontano insieme agli inglesi il dramma storico del nazifascismo, poiché come Philip Roth osserva: ”Non ci sono due drammi storici isolati, quello americano e quello inglese, e non ci sono mai stati. C’è un solo cimento, e oggi come nel passato lo affrontiamo insieme”. L’ipotesi alternativa degli eventi ci mette di fronte al terrore dell’imprevisto in cui si trovano i Roth, una famiglia comune, con aspirazioni e sogni comuni. Queste le premesse del regno del terrore tragicamente noto agli ebrei europei. Philip Roth ritorna ai suoi otto anni e alla sua famiglia negli anni 1940-1942: il padre Herman assicuratore, fiero e impavido difensore dei suoi diritti di cittadino americano, la madre Bess donna dolce e coraggiosa, il fratello Sandy, con la vocazione del disegno, che tradisce gli ideali della sua famiglia, facendosi plagiare dalla zia materna Evelyn, una donna sciocca, che sposa un rabbino Bengelsdorf, che fa parte della cerchia intima del presidente e appoggia la politica dei trasferimenti per l’assimilazione.
C’è un cugino scapestrato, Alvin, che va a combattere con i canadesi contro i tedeschi; perde una gamba in battaglia, abbandona gli ideali ed entra nella malavita ebraica del New Jersey. Un altro personaggio del romanzo è Sheldon, il cui padre malato s'impicca. Philip è il compagno da cui Sheldon cerca la protezione e che invece non lo sopporta. Sheldon a causa di Philip va incontro alla tragedia di perdere anche la mamma, uccisa da un gruppo di razzisti. Roth evoca i sentimenti non spiegati e le azioni immotivate di Philip bambino. Nel romanzo Philip Roth anziano spiega e osserva Phil bambino. Nello stesso tempo è la voce adulta e infantile. Lo scrittore osserva colui che osserva; egli è dentro il mondo che sta raccontando. La storia raccontata è inventata, ma Philip Roth la rende plausibile con l’estrema maestria, che appartiene solo ai grandi scrittori. Il romanzo mantiene insieme i fili pubblici e privati degli eventi; la politica adottata da un paese e le ripercussioni dirette che inevitabilmente ricadono sui cittadini, il tutto narrato attraverso l’intreccio d'eventi reali e di fantasia.
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