Domenico Cipriano - una poesia inedita
NELLA NOTTE
Cosa facciamo qui nella notte
in questo corpo che si finge morto
mentre la ferita scende profonda
e affondo nel sudore sulle lenzuola.
Occorre svegliarsi da questo senso
profondo d’esclusione al mondo
dare una risposta aprire bocca.
Se la violenza visita la notte
è perché esiste lungo le strade
(dietro le sconfitte) e occorre
darne conto nel nostro umano
trasalimento. Si impossessa
degli incastri quotidiani dove
si lascia respirare il gesto nel vuoto
dell’azione mimetizzata nello sguardo
nell’immaginazione della notte.
Per questo a quell’ora il corpo
scivola nella ferita più ambigua
della sua fragile esistenza
e si nasconde nella sua finzione:
un corpo morto nella sua presenza.
(Napoli/Avellino, 1 dicembre 2004)
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