Al risveglio c’era penombra estiva
e sotto la sedia dei nostri vestiti alla rinfusa,
le tue scarpe, le mie preferite, quelle da ragazzo.
Vuote di te, non scelte per l’uscita.
Lasciate al mio primo sguardo per regalo.
Dicono che ci sei, che mi hai dormito accanto
e del tuo ritorno, del sorriso che avrai e bacerò.
Senza più paura.
Stanchezza solo quella giusta, che non dispera
e si ripara tra le tue braccia, a sera.
Ma a riguardarti tremo
e ritorno bambina allo specchio
dalla grafia minuta e scura, impaurita ricercatrice di regole
potesse l'ordine salvare la vita
e il cuore da piene pluviali...
Non recedo e voglio.
Sperdermi persino, ma non
seppellirmi nella tua assenza,
chiedermi poi sempre di te.
Non sono che l'ombra
di un viso che a tratti
non vedi
Ricorda di me l'odore,
la mia flèssile accoglienza ai baci;
questo il peculio che resta,
tutto quel che ho potuto lasciarti
E adesso io chiedo alla notte
se ancora potevo di più,
con quante braccia, e labbra......
Rossella Tempesta: Già premio Dario Bellezza per l’inedito nel 1999, collabora con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna e con la rivista Graphie.
Ha pubblicato con il pittore Davide Frisoni la plaquette: “Dolce domenicale a gennaio” (1999) e la raccolta di poesie: “Alla tua porta” (Raffaelli editore, 2000).
Nel 2001 è stata ospite del “Festival Internazionale del Mediterraneo” in Puglia, per
la Sezione Poesia
contemporanea. Sue poesie sono apparse su varie riviste: tra queste, “Poesia”, “Specchio” della Stampa, “Graphie”, “Cosmoggi”.
Nel
2006 ha
curato per
la Biblioteca Nazionale
di Napoli una settimana per la poesia dal titolo “Sette giorni di-versi”.