Letteratura » Scritti di poesia
LA VITA IN CERCHIO


Irene Marchegiani
La vita in cerchio. Prefazione di Plinio Perilli. Nota di Maria Luisa Spaziani
Antonio Stango Editore, Roma, 2004
pp. 124. € 9,00.

 

La vita in cerchio è il primo libro di poesie di Irene Marchegiani, nota soprattutto come docente di letteratura italiana e autrice di volumi di didattica. Come osserva Maria Luisa Spaziani nella sua nota, si tratta di poesia che non indulge in sperimentalismi. Lo stile della Marchegiani è semplice, mai ovvio, volto ad una comunicazione di stati emotivi che costituiscono lo scorrere stesso della vita in un’inevitabile circolarità dove situazioni e pensieri continuano a ripresentarsi. Si coglie soprattutto un grande amore per la vita, nonostante i suoi drammi, e una vitalità e temperamento solare dell’autrice, aspetti anche questi ben evidenziati dalla nota della Spaziani. Dal canto suo Plinio Perilli, come prefatore, trae spunto dal volume per riflettere inoltre sul valore della poesia femminile e sulla particolare profondità che ne emerge.  

            Il libro è articolato in cinque sezioni: Lontananze, La vita in cerchio, Dopo tanto di un amore, Anima scalza, Nelle parole del mondo. Il commento di apertura, “Liberaci, / Poesia, / dai dolori della mente”, propone una possibile chiave di lettura, nella quale la poesia si fa strumento di catarsi. I testi hanno spesso dei forti richiami autobiografici, coinvolgenti vicende sentimentali e rapporti interpersonali più o meno felici ma sempre importanti, come ad esempio quello con la figlia Arianna. Risultano particolarmente evocativi i testi su Firenze, “la città lucida dei miei pensieri” (p. 83), dove l’autrice ha trascorso l’adolescenza, e nel cui ricordo si alternano tristezza e felicità: “Resta dentro / una lontananza intima e triste di pianto / splendore esultante / di parola e pensiero” (p. 19).

            Dell’amore Marchegiani evidenzia il conforto gioioso della fisicità, come a p. 23: “Sei pesca d’estate fra i denti / che mi sgocciola dolce sul collo / ti sfioro / ed è profumo di ciliege rosse / gelsomino sperduto di notte / t’accarezza la mano e non so / dove finisce la mia vita / dove continua la tua”. L’amore si basa sull’osservazione dell’altro da sé, per comprenderlo anche solo attraverso lo sguardo: “Tristezza oggi / nei tuoi occhi che vengono dal sole del sud / [...] così ti pungono le parole degli altri / scavano pozzi di oscuro petrolio / anche solo le punte dell’agrifoglio” (p. 24).

            Sono però le poesie meno esplicative della raccolta a contenere elementi inattesi, sempre legati allo sguardo che cesella il reale e alla mano che ne percepisce la materialità. Ad esempio, a p. 25: “E fu / come pioggia / grassa e calda / che ti scivola tra le mani / [...] E furono / pareti bianche / che scavano addosso”. Un tono aforistico percorre la raccolta, come ad esempio, “Il tempo ci ha chiusi in una gabbia di fiori” (p. 38). Oppure questi versi privi di esitazione nel loro voluto echeggiare montaliano: “Tronchetti di rosaio aridi senz’acqua / accartocciati lungo la parete / ma all’angolo / dove il muro s’incontra con la strada / s’incendia al sole una lucertola” (p. 79).

La Marchegiani, attraverso queste poesie, compie un percorso di vita importante, nel quale anche i dolori e le insicurezze trovano una resa verbale, a volte volutamente traslata su una dimensione di mito (p. 59): “Io sono / qualcuno che ha provato a volare” (p. 28) e “Si rinnova il desiderio / timoroso di sperare” (p. 29), oppure, “Oggi io sono / il mio corpo che sceglie” (p. 51) e, ancora, “Questa vita mi sta attaccata addosso / come acido ghiacciato” (p. 54). Il movimento di ritorno, nell’esperienza di vita descritta, ha una sua forte fisicità, carica di serenità e anche di dolcezza, anche se, del “cerchio magico” (p. 42), “perso è il canto e il segno dell’inizio” (p. 41): “Vieni, è tempo di tornare / dove rosa è solo / colore di carne e d’amore / là / dove l’aria s’increspa a pieghe di seta / verità nasce / tutta raccolta in un nocciolo di pesca / di legno e velluto profumato” (p. 34).

Victoria Surliuga
Rice University




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