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GIOCO ALLA COMUNA |
Gioco di vita di Novella Vendramini Bertazzoni alla COMUNA BAIRES - Milano. Concerto per voce recitante e sax - sabato 13 marzo 2003
Gioco di vita di Novella Vendramini Bertazzoni: titolo emblematico!
Sì, la vita è gioco, ma, ben aldilà delle componenti ludico-evasive, il gioco comporta regole che vanno assolutamente rispettate, rischio, aspettative, illusioni e delusioni.
Fino a che punto siamo giocatori della nostra vita o "siamo giocati"?
Dio muove il giocatore, il giocatore la pedina.
Quale Dio dietro dio muove questa trama
Di lacrime, di polvere, di stenti?
Così Borges in SCACCHI.
Nelle liriche di Novella c'è questa consapevolezza dell'angoscia esistenziale, dell'incertezza del vivere, del mistero che ci circonda, della precarietà dell'essere,ma pulsa anche la gioia dell'attimo fuggente, l'ebbrezza del bello in tutta la caleidoscopica molteplicità dei sensi, l'amore espresso in tante vibrazioni dal suo animo sensibile, sempre con un linguaggio preciso e raffinato e musicale che apre il ventaglio di immagini balenanti o di ricordi scolpiti nell'anima, che Novella ci disvela per farli rivivere in ciascuno di noi, il che avviene solo per la vera Poesia.
Fin dalla prima lettura di questi versi, ho sentito il desiderio, quasi la necessità, di sentirli risuonare in uno spazio scenico, dove la parola ha un grande rilievo e da qui è nato questo concerto per voce recitante e sax.
Marcella Mariotti, un'attrice di grande esperienza, cultura e sensibilità, forgiata alla scuola dei grandi Maestri, quali Strehler, per citare il più grande, ci guida ai punti focali del percorso poetico di Gioco di Vita, alternandosi al sax, magistralmente suonato da Takahiro Kitte, uno straordinario esecutore, passato dalla musica classica e dallo studio del violino, alla musica così detta "leggera" e al jazz cui lo iniziò all'età di sedici anni la figura carismatica di Sadao Watanabe.
I passi per sax, scelti dopo l'attenta lettura delle poesie, non sono certo scontati, ma riflettono un'accurata ricerca da parte dell'esecutore, al fine di ricreare atmosfere e sensazioni venute a lui dalla poesia.
Interessante l'intervento dell'autrice, di notevole spessore culturale, che ha chiarito, tra l'altro, come nel suo "tracciato interiore" abbia cercato "una cosmogonia, una tensione metafisica" che potessero "astrarla, a tratti, dalla quotidianità", "alla ricerca di una identità, di una identificazione" di se stessa.
Un pubblico motivato e attento, appartenente al mondo della cultura e dell'arte, proveniente da varie città italiane,ha seguito con interesse e viva partecipazione l'evento nella cornice della storica e gloriosa Comuna Baires per la quale gli intellettuali degni di questo nome si augurarsi che continui la sua intelligente e ricca attività, in un momento così difficile per la sua sopravvivenza.
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