Recensione della rivista "Carte d'Arte Internazionale" a cura di Silvia Freiles
Carte D’arte Internazionale, diretta da Antonio Freiles, nasce nel 1990. Il fatto stesso di essere edita da un artista fa sì che la sua ottica e le sue scelte di fondo non aderiscano a motivi meramente divulgativi e informativi. La rivista dà voce all’arte attraverso recensioni, interviste, proposte, approfondimenti, interventi diretti degli artisti e soprattutto mediante un taglio moderno ed efficace che privilegia l’immagine quale motore primo dell’atto comunicativo senza sminuire la parola con cui si trova in una posizione di profondo interscambio, di continuo dialogo. Le immagini non servono come riempitivi o come documentazioni visive di quanto scritto ma concorrono a costruire un nuovo spazio condiviso tra artisti e spettatori/lettori.
Da questo punto di vista Carte d’Arte Internazionale è affidata direttamente alle capacità progettuali degli artisti che la determinano, che concorrono a strutturarla quale spazio espositivo privilegiato, punto di osservazione da cui guardare il mondo e da cui essere osservati.
La rivista si avvicina così ad un libro d’artista composito, collettivo, in cui ogni particolare, a partire dalla grande cura riservata alle immagini fino alla scelta dell’edizione bilingue, è dettato da una motivazione precisa, da un criterio fortemente selettivo; lo stesso che privilegia il rapporto tra il fare arte, la critica, e gli organi deputati quali i musei, sostenendo così il circuito artistico internazionale e collegando istituzioni e produzione nella crescita di una nuova consapevolezza critica dell’arte contemporanea.
Se del trimestrale mantiene l’inevitabile aggancio con la velocità del mondo dell’arte nel suo farsi, nei suoi happenings, nei suoi fulminei cambiamenti, d’altra parte la rivista non è destinata ad un consumo veloce, tipico della postmodernità, ma a svolgere una funzione gnoseologica, intesa come ricerca di sapere, ed esornativa: Carte# è la collana monografica semestrale che la accompagna e che diventa pezzo da collezione, memoria, storia, fornendo degli autori e delle opere una visione a tutto tondo.