Kabuki. L'arte del teatro nel Giappone dei Tokugaya a cura di Maria de Santis Proja
Merita un plauso particolare l’Ufficio Turistico Comunale di Villasimius- Cagliari che dall’8 luglio al 30 settembre ha allestito, con l’accurata direzione artistica di Bianca Laura Petretto, una mostra insolita anche per il turista che passa le vacanze in terra di Sardegna e oltre alla bellezza della natura cerca di scovare delle chicche d’arte, una mostra davvero speciale per i capolavori della xilografia giapponese esposti relativi al teatro Kabuki nel periodo Tokugaya (1615-1868), appartenenti a raffinati collezionisti privati.
Mentre il classico teatro NO rappresenta l’aristocratico dramma lirico, il più popolare teatro Kabuki , specchio dai mille riflessi, da quando si è affermato nel sec. XVII fino a oggi è l’espressione artistica per eccellenza della classe borghese e mercantile del Giappone. Il nome, che deriva dal verbo kabuku significante una certa eccentricità decadente, fu però scritto ricorrendo all’ideogramma del verbo kabusu, cantare e danzare, con l’aggiunta dell’ideogramma ki che significa persona. Oggi l’ideogramma di Kabuki viene scritto con tre segni il cui singolo significato connota a pieno questa forma di spettacolo: KA, musica, BU, danza, e KI, recitazione.
Le quarantasette xilografie esposte, stampate su carte pregiate e realizzate da matrici inchiostrate con colori ricavati da sostanze naturali che hanno resistito all’usura del tempo, fanno rivivere immagini del caleidoscopico mondo del Kabuki, affascinante per costumi, trucco, colori e spesso per la drammaticità delle scene caratteristica di questo genere. Un prezioso catalogo, edito da Punto A, Cagliari e stampato da Arti Grafiche Sainas, Cagliari,curato da Marco Fagioli e Bianca Laura Petretto,contiene importanti contributi storico-artistici dei curatori citati e di Paolo Puddinu, Bonaventura Reperti e Marinella Caocci (costo 45 euro). Si allegano alcune immagini la cui pubblicazione è stata autorizzata dall’Ufficio Stampa ICSAA (info@icsaa.it).