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Presentazione
 

La manifestazione vuole rievocare l'incontro del principe Carlo con il figlio Emanuele, avvenuto in Gesualdo il 2 marzo del 1609. Il tarlo del dubbio (Carlo aveva il sospetto che Emanuele fosse il frutto del tradimento della moglie Maria D'Avalos con Don Fabrizio Carafa) e l'astio di Emanuele (non perdonava al padre l'assassinio della madre), fecero sì che padre e figlio vivessero lontani e con un rapporto molto difficile.

Passati gli anni e superata la tempesta dei sentimenti, che covava nei loro animi, i due decisero di incontrarsi e di perdonarsi a vicenda.
Carlo, felice per il ritorno del suo erede, istituì il "Palio dell'Alabarda", dando origine a festeggiamenti che durarono molti giorni.
La corte al gran completo sfilò per il paese; sbandieratori, giocolieri, trombettieri annunziarono il lieto evento mentre i cavalieri dei quattro borghi di Gesualdo: "Canale", "Fiera", "Cappuccini" e "Piazza", con una gara di tiro con l'arco si contesero il "Palio dell'Alabarda". In ricordo di tale evento e per non far morire la tradizione, la Pro Loco Civitatis Iesualdinae, ogni anno e nel mese di agosto, attenendosi fedelmente ai fatti storici, dà luogo alla suggestiva manifestazione che termina con l'emozionante scena del perdono.