Sinestesie - Rivista di studi sulle letterature e le arti europee - Dicembre 2011 Anno X
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CINEMA
Riflessioni di un Direttore di un Festival di Cinema
a cura di Matilde Tortora


Non ci si sofferma mai abbastanza nel considerare che un Festival di Cinema è un’opera , al pari di un libro, di una sonata, di un film, che perciò esso deve avere e dare a chi ne fruisce, un suo disegno unitario e rendere evidente quel “quid” che lo contraddistingue, ne fa davvero un’opera e lo inscrive, con una sua intrinseca necessità e originalità, nel vasto panorama dei festival che in altre parti sia in Italia sia nel mondo si svolgono numerosi, sicché di esso possa essere colto e trasparire il disegno che lo anima e quindi il destino che lo aspetta, non sfuggendo ad alcuno quanto disegno e destino abbiano davvero strette parentele, e intendiamo non solamente quella di condividere la matrice dei propri lemmi.

Il Festival Internazionale del Cinema “Il Fiore di Ogni Dove” ha, nell’edizione che si è da poco conclusa a fine ottobre nel Teatro Comunale di Cetraro, compiuto il suo primo lustro, essendosi avviata la sua prima edizione appunto nel 2005, voluto e realizzato dal Laboratorio Sperimentale Losardo, Presidente Gaetano Bencivinni; c’è da credere che se gli antichi romani coniarono un’esatta parola per indicare questo primo periodo temporale e lo chiamarono “lustro”, è perché davvero cinque anni sono bastanti a dire di un’opera la sua compiuta identità, il suo valore. C’è anche da considerare, cosa altrettanto notevole, che il termine “lustro” è il medesimo che origina poi il termine “lustrore” e si sa “questo oggetto è così lustro che ci si può specchiare” lascia intendere anche che pure un Festival di Cinema è a suo modo un particolarissimo un manufatto e che, se il disegno che lo costruisce e lo anima è davvero originale e forte, anche in un Festival ci si può specchiare e rilevarne il lustro splendore,il che è accaduto al pubblico che anche quest’anno ne ha di persona constatato gli esiti e a chi adesso nel mondo ne sta vedendo e continuerà a constatare gli esiti attraverso la rete, tanti infatti sono i siti che ne rilanciano gli esiti, a cominciare dal sito del festival che è www.ilfiorediognidove.it

Questo Festival, chiunque lo può vedere, ha una sua forte identità e si contraddistingue per la sua esplicita e realmente agita attenzione alle cinematografie di “Ogni Dove”, in particolare alle cinematografie di ogni parte del mondo che, per l’impiego delle più nuove e più sofisticate tecnologie, in specie nel cinema d’animazione e per i temi trattati riescono a dire non solo il più nuovo presente, ma anche a prefigurare gli scenari del Cinema del prossimo futuro, pure dando costante attenzione al grande passato e ai giovani talenti del proprio territorio e a giovani registi italiani: Da Città del Messico è giunto a Cetraro che è la città del Festival il vincitore del Premio Internazionale Simona Gesmundo Corti d’Animazione 2009 Jonathan Ostos Yaber, vincitore della Sezione animazione digitale e da Łódź Joanna Jasiñska -Koronkiewicz , vincitrice della Sezione disegno animato: gli altri film in concorso sono giunti da ogni parte del mondo, Canada, Stati Uniti, Portogallo, Spagna, Belgio, Francia, Inghilterra, ecc... di così alta qualità che la Giuria Internazionale di cui è membro, tra gli altri, fin dalla prima edizione Monsieur Robert Kalman membro del Comitato Esecutivo dell’UNESCO ha assegnato quattro menzioni speciali: al film belga “Milovan Circus” di Gerlando Infuso, al film portoghese “Trováo” di Álvaro Barbosa , al film newyorkese “The royal Nightmare” do Alex Budovsky, al film spagnolo “Violeta”di Marc Riba e Anna Solanas. Una studiosa dell’Università La Sapienza, la dott.ssa Giovanna Franza, esperta di nuove tecnologie e di cyber- literature è giunta appositamente da Roma al Festival per approfondire sul campo e avere modo di vedere questi film e da Napoli la dott.ssa Flavia Freda esperta di arti visive e membro della Giuria.
Si sono avuti tre giorni che, alla grande, si sono anche quest’anno dunque inscritti nella storia dei Festival in Italia, nel nome degli accadimenti di questo Festival davvero di levatura internazionale.

A Charlie Chaplin è stato reso omaggio dal film di Virginia Barrett “Arance di Natale” e riconoscimenti sono stati resi alla fotografia di Antonio Mancuso, la voce fuori campo di Antonio Fulfaro per “Gozo, Island of Joy”, al video musicale “Albachiara” e quindi alla cantante jazz Rosa Martirano e al musicista Roberto Musolino, indi la proiezione del film “Non vivere in silenzio” e il riconoscimento attribuito a Carlo Grillo e Stefano Occhiuzzi e a Daniele Cribari per il film “Ma che dobbiamo fare” e all’assai interessante libro di Carlo Andreoli sull’arte e la cultura del Tirreno Cosentino nella prima giornata del Festival. Fuori concorso Berardo Carboni ha presentato la prima parte del lungometraggio “Fly Me/Vola Vola” il primo lungo girato tutto in Second Life, cui ha concorso anche il noto studioso di mondi virtuali Mario Gerosa, film che il 2 novembre è stato proiettato in anteprima mondiale assoluta al Primo Festival del Machinima a Parigi alla Géode, nel luogo che ospita i maggiori eventi relativi alla Scienza e alle Nuove Tecnologie alla Villette, riscuotendo enorme interesse da parte della critica e del pubblico, alla presenza del Ministro della Cultura francese. Col più “incendiario” e nuovissimo dei registi che abbiamo in Italia, basti fare un giro nella rete e scoprire come la critica abbia rilevato in Berardo Carboni un vero e proprio innovatore del cinema e con tante nuove e sofisticate e rivoluzionarie tecniche dei corti giunti al concorso al Premio che porta il nome di Simona Gesmundo, al Festival quest’anno si è affiancato, nel Centenario del Futurismo con opportuna e ottima strategia registica la presentazione anch’essa in anteprima degli inediti di Palazzeschi appena pubblicati nel libro edito dal Centro Sperimentale - Graus , ritrovati da Matilde Tortora e pubblicati a sua cura .

A presentare il libro, presente anche l’editore Piero Graus, che s’intitola “Aldo Palazzeschi e la rivista Film. Lettere”sono state le bravissime attrici: Virginia Barrett e Alessandra Calabrese e davvero la loro intelligente “lettura” quasi una mise en espace ha preluso con sapienza compositiva somma quella che poi è stata la visione della prima parte del film di Berardo Carboni: affiancati alla grande, il più nuovo degli inizi anni Dieci del ‘900 il futurista e sperimentatore Palazzeschi col più nuovo degli anni Dieci di questo nostro secolo, il regista Carboni e il suo film che non a caso, pochi giorni dopo, ha catturato il pubblico di Parigi, alla Géode alla Villette. Nella seconda serata del Festival è stato assegnato un premio per la sezione Comunicazione a Livia Blasi giornalista del TG3. Un bellissimo film che unisce le due anime del Festival: cinema e cinema d’animazione, il film “Vicino al Colosseo c’è Monti” da un’idea di Chiara Rapaccini, regia di Mario Monicelli, è stato proiettato nella serata conclusiva del Festival, un film anch’esso sugli umili, il quotidiano, anche il suo proprio (Monicelli abita a Monti) della grande, antica Roma. e una Targa per la Sezione Cinema è stata assegnata a Chiara Rapaccini “per il complesso dei suoi disegni animati in specie per le animazioni dei titoli del film suindicato”e al grande regista Mario Monicelli è stato consegnato “Il Cristo d’Argento” che è un prestigioso premio del Festival “Il Fiore di ogni dove” che ogni anno viene attribuito a un importante regista (l’anno scorso fu dato al regista francese di cinema d’animazione Hoël Caouissin), questa la motivazione per Monicelli: “regista massimo italiano, il cui cinema è stato specchio importantissimo, nuovo e fecondo per tutti noi, artista gentiluomo e colto, attento ai tanti “guazzabugli” del cuore e della varia condizione umana”. Mario Monicelli ha accettato di essere il Presidente Onorario del Festiva del Cinema “Il Fiore di Ogni Dove”, inviando al Festival una bellissima sua testimonianza in voce raccolta da Virginia Barrett che si può ascoltare integralmente nel sito , egli che fin dal suo avvìo indirizzò parole di condivisione e di plauso per questo Festival, che richiama il nuovissimo e l’importante da Ogni Dove e l’avere Mario Monicelli accettato di divenirne Presidente è una conferma ulteriore del grande animo e della lungimiranza di questo regista che col suo “sì” condividerà i grandi “viaggi” che il Festival “Il Fiore di Ogni Dove” ha già fatto in questi cinque anni e che si appresta ancor più adesso a fare nel grande mondo del cinema internazionale e nella grande cultura mondiale.




Matilde Tortora e Gaetano Bencivinni

Gaetano Gesmundo, Maria Francesca Corigliano Assessore Provinciale alla Cultura, Matilde Tortora e Berardo Carboni


Virginia Barrett e Alessandra Calabrese leggono inediti di Palazzeschi


Maria Pisciotta, Piero Graus, Matilde Tortora, Berardo Carboni, Virginia Barrett e Alessandra Calabrese

Francesca Villani, Marilena Matta Assessore Provinciale e Flavia Freda

Mario Monicelli






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Di Gessner felice alunno. Aurelio de’ Giorgi Bertola e la letteratura di lingua tedesca in Italia

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Omaggio al Prof. Arnaldo Santoli
Pasolini 1975-2005
Carlo Gesualdo tra tradizione e teatro

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