Ivano Mugnaini - Una poesia inedita con nota di Raffaele Piazza
La Strade
Come se si potesse scarnificare
la parola, irriderla, violentarla
e lasciarla lì, occhi gelidi, incolume,
feroce, ancora serena.
Inebriarsene, sfregiarla di carezze
di vetro, senza pagare lo scotto, la ruga
che scava la pelle, lasciandola bella
di bellezza ineffabile.
Passarle addosso il peso del corpo
e lamiere squadrate come si fa
con l’asfalto, confidando nella pazienza
dell’eterno, l’immutabile.
Ma l’asfalto si squama, si sgretola.
La strada non è la stessa. Lacera,
deborda, la rabbia dei pini, affiorano
grida di radici.
Passi al mattino nell’abitacolo
surriscaldato, e ride l’operaio
del cantiere stradale guardandoti
blaterare tra i denti frasi
che si schiantano sui finestrini.
Ride, lui che sa, conosce la consistenza
del bitume, sonda l’amalgama con i piedi,
una danza imparata da bambino, gambe
salde tra i grumi e l’aria, cosparge
cantando la strada al giusto livello,
la quantità ideale.
Ride, mentre il cervello si tritura
in una pasta farinosa, impalpabile,
e prosegui, lento, a un palmo
dalla striscia della mezzeria. Scruti
il guard-rail con la coda dell’occhio
lasciando solo un esile spiraglio
al sogno, Il sorpasso, il mare verde
di Castiglioncello, l’urlo di un’onda
fulminea di sole, vivo, abbacinante,
sulla strada salmastra del tutto, del niente.
Protagonista di Strade è la parola, tessera musiva di un discorso poetico, sua tessera musiva, come nel linguaggio standard o quello scientifico, anche se gli ambiti del dire sono molto diversi in queste tre forme espressive”-“Come se si potesse scarnificare/ la parola, irriderla violentarla/ e lasciarla lì, occhi gelidi, incolume/ feroce ancora serena”/.. Da questi versi iniziali, in mezzo a tanto male, c’è da notare che la parola riesce a rimanere serena e questo è un segno di ottimismo. La parola,, le parole, per meglio dire, esistono per trovare, appunto la strada che è in una dimensione esistenziale, lo spazio e il tempo della vita : parola e strada diventano un’ endiadi.
La strada ed non è un’amena strada di campagna, magari alberata e rassicurante, ma è una strada asfaltata, dove lavora un operaio con asfalto per il manto stradale: passa un poeta in un’auto e, presumibilmente, è Mugnaini stesso. Il poeta e l’operaio sono due figure in netto contrasto tra loro: l’operaio ride di una rozza felicità e, probabilmente, non sa nemmeno chi sia Leopardi.. C’è il mare lungo la strada e non manca un riferimento geografico, la località di Castiglioncello.
Lo stile di Ivano Mugnaini è narrativo e alto. Il poeta è anche un romanziere di qualità (ricordiamo il romanzo Limbo minore, libro di notevole spessore, edito da Manni di Lecce). Credo che sia giusta l’ipotesi che lo stile affabulante di Mugnaini risenta positivamente del suo essere un ottimo narratore.Raffaele Piazza