Vedi, Pierpaolo, nell’iridarsi
di attimi sensazione degli aranci
accade scrivere iniziali con il
temperino a leggerle
nel lago degli occhi di altri amanti,
venuti dopo Alessia e me
Alessia ha letto Poesie in forma
di rosa ne parliamo, Pierpaolo
di te a essere nulla in quelle
pagine o in Le ceneri di Gramsci
eri felice, Pasolini e ti ho stretto
nell’aranceto le mani
affilate come un platino di cielo e
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sono venuti i passeri sui rami
in una gioia grandiosa
a sfioccarsi in canti liquidi
vedi, esiste ancora quel senso
del ’75 quando muore un vero poeta
Ostia nei sensi apparve nelle
sbavature di un cielo a vederti
in sintonia nella casa
di un tempo senza orologi
o di meridiane ombre
film, il libro postumo
siamo nel 1974 sono nella tua auto
a sentire Mozart
e poi sorridi al ramo del risveglio.