A.A V.V ., Poesie di Dio (a cura di Enzo Bianchi). Einaudi, Torino 2007, pagg. 2005 - euro 10,50 a cura di Raffaele Piazza
Il testo di cui ci occupiamo in questa sede è un insieme, quasi un’antologia, di poesie che hanno per tema Dio e la trascendenza, se esista o meno dopo l’esistenza terrena, di quello che Eugenio Montale, pur non credendoci denominava, nelle poesie della maturità, quella successive alla triade iniziale, oltrevita. Nel testo sono raccolte poesie di autori italiani e stranieri, contemporanei o di un passato più o meno recente, da Mario Luzi e Turoldo, cattolici, allo stesso Montale, da Ungaretti a Quasimodo, e, tra i contemporanei italiani, Carifi, Musapi, Merini; tra gli stranieri antologizzati troviamo nel libro Eliot, Artaud, Hopkins, Fozzer. Ha scritto Mario Luzi che la religiosità nella poesia non ha che rare coincidenze con la vita inerente ad una religione codificata e ritualizzata, aggiungendo che la poesia agisce secondo la sua necessaria dinamica., che è quella di distruggere la lettera, per ripristinare ed estendere lo spirito.
E’ questa l’idea che sta alla base di Poesie di Dio, l’idea che la Bellezza narrata dalla poesia sia una forma spirituale capace di trasformare il cuore degli uomini, grazie al linguaggio che più di ogni altro ha la capacità di esprimere la verità e la libertà umane. Tra i temi trattati incontriamo i travagli interiori, e il proprio anelito alla pace, la ricerca dell’amore, la bellezza terrena e spirituale. I poeti qui presenti, sono tutti accomunati dal tentativo di afferrare il fondamento supremo e misterioso dell’essere poiché, come riteneva Ungaretti, la poesia è testimonianza di Iddio, anche quando essa è bestemmia (non a caso Pasolini, che, stranamente non è incluso nell’antologia, ha intitolato un suo libro di poesia Bestemmia). Inoltre la poesia è sempre eticamente dalla parte del bene per il parallelismo etico-estetico, anche se può parlare anche del male. Per il poeta scrivere poesie è sempre un esercizio di conoscenza dell’io-poetante stesso, che si inoltra nella ricerca della realtà, partendo dalla propria soggettività, verso l’oggettività, verso l’esterno, verso la verità e la felicità, sia che Dio esista o non esista. Poesie di Dio, racchiude tutte poesie del Novecento, voci di poeti tra loro molto lontani Del resto il Novecento è stato più che mai un secolo religioso, di incontro, di scontro con il divino, che può essere detto pur non credendo in esso, pensato o immaginato per trarre dalla sua inesistenza, o esistenza che sia, motivi ispiratori di scrittura. C’è un declino della poesia religiosa in Italia negli ultimi decenni e la tematica cristiana non sembrerebbe più rilevante nelle opere dei grandi poeti e tra gli effetti della secolarizzazione si può annoverare anche una certa erosione del substrato religioso del nostro linguaggio quotidiano. E’ innegabile il fatto che, dopo il forte soggettivismo lirico, l’asse della poesia è tornato a spostarsi dal soggetto all’oggetto anche se non più in direzione dell’antico “naturalismo religioso”, che era stato l’humus più immediato di secoli di poesia.